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Trento
29 gennaio | 17:05

Lupo confidente in Val di Fassa (VIDEO), Wwf Italia: "Mancano azioni e campagne di informazione per turisti e residenti"

La mancanza di attività di sensibilizzazione e formazione, spiega Wwf Italia sta "determinando potenziali conflitti e situazioni di eventuale rischio". Viene chiesto a Ispra e Ministero dell’Ambiente di fornire le indicazioni su come procedere sul caso documentato

Lupo confidente in Val di Fassa, Wwf Italia: "Mancano azioni e campagne di informazione per turisti e residenti"

TRENTO. “Mancanza di azioni e campagne di informazione per turisti e per chi vive nelle aree di presenza dei grandi carnivori”. Wwf Italia ha deciso di intervenire sul caso del lupo confidente a Pozza di Fassa puntando il dito contro chi fino ad oggi non ha posto in essere tutto quello che serve per evitare situazioni simili. 

 

Questo episodio ci pone davanti ad un fenomeno purtroppo in espansione: l’insorgenza di comportamenti “abituati” e “confidenti” di alcuni lupi (ma il fenomeno riguarda anche altre specie selvatiche), causata nella maggioranza dei casi da errati comportamenti umani, come l’alimentazione volontaria e/o la cattiva gestione di scarti organici nei pressi di centri abitati.

 

L’abituazione – ha spiegato Wwf Italia - è la perdita della risposta a uno stimolo (in questo caso alla presenza umana) da parte di un animale, che comporta dunque la perdita della sua naturale diffidenza verso le persone”.

 

Nelle scorse settimane sui social erano comparsi foto e video di persone che si avvicinavano (e probabilmente alimentavano) il lupo in Val di Fassa.  Episodi che sono causa diretta dei comportamenti di oggi. 

 

 

“La presenza di un animale che perde il naturale timore verso l’uomo rappresenta un problema causato dal nostro comportamento-dichiara Marco Antonelli, esperto di conservazione della fauna selvatica del Wwf Italia – e un lupo che associa la presenza di cibo di facile accesso all’uomo e ai centri abitati rappresenta un potenziale problema per la sicurezza pubblica e mette in potenziale pericolo sé stesso e persino la percezione sociale stessa della specie lupo da parte dell’opinione pubblica”.

 

Fin ad oggi, sottolinea Wwf Italia, vi è stata la completa mancanza di azioni e campagne di informazione per turisti e per chi vive nelle aree in cui è segnalata la presenza di grandi carnivori. Questo sta determinando potenziali conflitti e situazioni di eventuale rischio. 

 

Il ruolo delle Istituzioni e degli organi di informazione dovrebbe essere quello di lavorare seriamente per diffondere corrette informazioni sul lupo e sui corretti comportamenti da adottare nelle aree di presenza di grandi carnivori. Prevenire questo fenomeno è semplice: eliminare le risorse alimentari di facile accesso dai centri abitati e imparare a rispettare gli animali selvatici in quanto tali, evitando di alimentarli, anche se apparentemente in difficoltà. Troppo spesso assistiamo invece a comportamenti sbagliati e a modalità di gestione estemporanee e dettate più dall’emotività che da un approccio scientifico. 

 

Nel caso del lupo di Pozza di Fassa purtroppo siamo in presenza di un comportamento che mostra ormai evidenti segni di abituazione e confidenza verso l’uomo. “Per questo – spiega sempre Wwf Italia - auspichiamo un intervento rapido, che rispetti le linee guida prodotte dal Large Carnivore Initiative for Europe (LCIE) per la gestione di casi simili”. “Un monitoraggio intensivo è uno step fondamentale per valutare il contesto in cui il lupo si è avvicinato alle persone, valutarne la ripetitività e individuare l’eventuale presenza di attrattivi o di comportamenti errati umani alla base dell’insorgenza del fenomeno”, ribadisce Antonelli.

 

Wwf Italia chiede poi che Ispra e Ministero dell’Ambiente forniscano le indicazioni su come procedere sul caso documentato. Da qui la richiesta di accelerare sull’approvazione del Piano di Conservazione e Gestione del Lupo, fermo da anni e attualmente bloccato alla Conferenza Stato-Regioni. “Per garantire la piena tutela del lupo e per una gestione integrata e efficace dei potenziali conflitti e del fenomeno dei lupi confidenti occorre ci siano linee guida nazionali aggiornate e condivise”.

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